Cenni storici
Casa Azul è una casa dei primi del Novecento situata nel centro di Gordola, all’inizio della salita che conduce alla chiesa parrocchiale. Fin dalla sua costruzione, l’edificio si distingue per un linguaggio architettonico atipico per la regione, con elementi che rimandano a influenze culturali non locali.
La casa viene costruita tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento da Luigi Firanza, emigrante ticinese rientrato dal Sudafrica dopo la corsa all’oro. Pensata inizialmente come pensione e ristorante, conserva ancora oggi sulla facciata la scritta “Caffè Transvaal Retreat”, traccia diretta di una storia legata all’emigrazione, al ritorno e alle contaminazioni culturali.
Nel corso del Novecento Casa Azul cambia funzione, diventando abitazione privata e ufficio, ma senza subire trasformazioni radicali. La struttura originaria, la distribuzione degli spazi e molti materiali sono rimasti intatti, rendendo la casa una testimonianza rara di un’architettura domestica attraversata dal tempo, ma mai snaturata.
Dal 2022 l’edificio è tornato a essere vissuto come spazio culturale indipendente. La casa non viene trattata come un oggetto da conservare in modo statico, ma come un luogo attivo: stanze, soglie e giardino continuano a essere abitati, adattati e reinterpretati attraverso pratiche artistiche contemporanee.
Situazione attuale
Casa Azul è oggi di proprietà privata e non è attualmente protetta da vincoli di tutela, nonostante il suo valore storico, architettonico e culturale. Negli ultimi anni sono stati presentati progetti edilizi che ne prevedevano la demolizione.
Nel 2024 è stata avviata una petizione per la salvaguardia della casa, che ha raccolto oltre 3’000 firme, di cui circa 400 di cittadini e cittadine di Gordola. Parallelamente è stato elaborato un dossier tecnico e storico, sottoposto al Comune, che documenta il valore dell’edificio e ne propone il riuso come spazio culturale.
Al momento siamo in attesa che le autorità comunali e pianificatorie si esprimano sulle misure da adottare per garantirne la conservazione e definirne il futuro. Nel frattempo, Casa Azul continua a vivere attraverso le attività culturali che ospita.