Domenica 14 giugno alle 17 inauguriamo “Perché il cacao vuole diventare cioccolato?”, una mostra dell’artista ecuadoriano Diego Ledesma García, curata da Yimei Zhang e realizzata in collaborazione con La Rada.
Alle 18.30 seguirà “Light and Shadow”, una performance di Diego Ledesma García realizzata in collaborazione con Sara Sonderegger.
Frutto di tre mesi di residenza in Svizzera, il progetto indaga le connessioni tra la coltivazione del cacao in Ecuador e la produzione del cioccolato in Svizzera. Attraverso installazioni, racconti e immagini, Ledesma García esplora le tracce di memoria, lavoro e trasformazione che legano questi due paesaggi apparentemente distanti ma profondamente intrecciati.
Traendo ispirazione dalle proprie origini familiari e dalle riflessioni offerte dalle prospettive dell’antropologia del more-than-human, l’artista immagina il cacao come narratore di storie che attraversano territori, culture e identità. La mostra trova una particolare risonanza a Casa Azul, un luogo segnato da vicende di migrazione e scambio tra il Ticino e il resto del mondo, invitando il pubblico a riflettere sulle relazioni che connettono persone, luoghi e paesaggi al di là dei confini geografici.
L’esposizione fa parte di LÌ DOVE NON SIAMO 2026, il programma espositivo annuale della Rada.
Diego Ledesma García (Quito, 1984) è un artista visivo e educatore la cui pratica si sviluppa all’intersezione tra arte, educazione ed etnografia. Ha conseguito una laurea in Belle Arti presso l’Università Centrale dell’Ecuador e un Master in Arti Visive ed Educazione presso l’Università di Barcellona. Ha sviluppato progetti che intrecciano creazione artistica, mediazione comunitaria e archivi collettivi per istituzioni pubbliche in Ecuador, dove ha coordinato l’Iniziativa Extramuros (2022–2025), un programma dedicato alla costruzione di memorie comunitarie attraverso l’educazione artistica e la mediazione interculturale. Il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui una menzione al Premio Brasil – Emerging Art Prize (2013), borse di ricerca e produzione dall’IFAIC (2018) e dall’INPC (2023), residenze presso il CAC di Quito (2021) e il Q21 di Vienna (2022), nonché una residenza Pro Helvetia a Locarno (2026). La sua ricerca esplora le relazioni tra territorio, memoria, educazione e costruzione collettiva della conoscenza.